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EURISTICHE E SCELTE IN CONDIZIONI DI INCERTEZZA

Nella società di oggi diviene sempre più importante comprendere come fanno le persone a prendere decisioni quando il tempo è limitato, le informazioni disponibili sono inaffidabili e parziali o anche sovrabbondanti e l’orizzonte degli eventi futuro incerto così come il comportamento degli altri individui con cui siamo in relazione.

Sono ormai  passati vari anni da quanto sulla base del lavoro del premio Nobel Herbert Simons si sono avviati studi per comprendere il comportamento delle persone. La sua idea di razionalità limitata si riferisce al il fatto evidente che le capacità cognitive dell’uomo non sono infinite. Da allora varie discipline hanno contribuito ad arricchire di risultati e spunti questi studi.

Fra le discipline che oggi sono di fronte ad una revisione di principi fondanti delle proprie teorie troviamo l’economia classica che figlia di un approccio teorico di tipo meccanicistico e riduzionista ha elaborato modelli che anche i fatti di ogni giorno stanno mettendo in discussione. Fra i suo pilastri c’è un concetto guida che è l’idea che gli individui operano scelte perfettamente razionali, da questo assunto derivano poi vari concetti che sono alla base delle teorie economiche classiche.

Il Gruppo al Max Planck Institute for Human Development di Berlino, con l’aiuto di ricercatori e colleghi in tutto il mondo, ha invece studiato il comportamento adattivo e i processi cognitivi ed  ha sviluppato un programma di ricerca sulle euristiche semplici, conosciuto anche come euristiche “Fast and Frugal”.

Nelle scienze sociali, le euristiche sono state ritenute generalmente di qualità inferiore, o anche irrazionali, rispetto ai metodi complessi di inferenza basati sulla logica e la razionalità assoluta. Frutto di questa errata visione è anche i risultato fondamentale degli studi sul comportamento e le scelte dei premi per Nobel  Kahaneman e Tversky che hanno dimostrato con varie ricerche sperimentali che gli individui operano scelte che contraddicono i principi razionali e, in certe condizioni, gli individui, se enucleati da un contesto ambientale e dinamico aggiungo io, producono comportamenti anomali rispetto a quanto sarebbe “razionale” fare. Queste distorsioni del giudizio e di scelta rispetto a condizioni di valutazione ex-post di tipo razionale sono stati definiti bias cognitivi. Da qui si è passati a  a mostrare gli effetti negativi e gli errori che queste euristiche inducono nel comportamento e nelle scelte degli individui. Queste stesse euristiche hanno fornito ampia dimostrazione che i fondamenti su cui si erano basati i modelli dell’economia classica erano da ripensare.

Nonostante questi studi gli economisti, e i difensori del modello razionale del comportamento hanno continuato imperterriti a sviluppare modelli di valutazione delle scelte in condizioni di incertezza sempre più complicati e articolati, spinti in questo dal mondo finanziario avido di risposte sulla prevedibilità dei mercati. Questi studi si sono propagati però anche a modelli molto più comuni di comportamento e di scelta condizionando molte recenti teorie e scuole di Management e gestione aziendale oltre che sociale.

Anche se i risultati ottenuti possono essere veri, lo sono solamente in realtà limitate a basso livello di interazione o ‘piccoli mondi’, dove tutto è noto con certezza, si dimostra infatti che nel mondo reale in cui viviamo, che ricordiamo è pieno di incertezze e sorprese, le euristiche sono indispensabili e spesso risultano molto più accurate rispetto ai metodi complessi frutto di modelli logico-razionali.

Ovvero la realtà è complessità, in un sistema complesso piccoli eventi anche quantitativamente e qualitativamente insignificanti possono generare effetti macroscopici e assolutamente imprevedibili. Ogni individuo è un sistema complesso che opera in un ambiente complesso interconnesso da un sistema di relazioni che si modificano dinamicamente nel tempo, le scelte che ogni individuo opera sono scelte a Razionalità Limitata . Le stesse imprese di ogni tipo sono sistemi complessi composti da individui o agenti  complessi, il loro comportamento collettivo è a sua volta condizionato dalla razionalità limitata dei suoi componenti facendo di esse agenti a razionalità limitata. Queste considerazioni ci forniscono ancora di più la conferma che la comprensione dei meccanismi alla base del comportamento degli individui-agenti sono fondamentali per il funzionamento della società stessa. L’uso e lo studio delle euristiche è quindi fondamentale per comprendere e operare in questi contesti incerti, dinamici e fortemente interconnessi.

Contrariamente a una convinzione profondamente radicata, affrontare problemi complessi non si richiedono necessariamente calcoli complessi. “Poche ma buone” informazioni e euristiche semplici e frugali consentono sfruttare efficacemente la struttura disponibile di informazioni sull’ambiente quindi, in modo che è detto ecologico consentono di operare delle scelte rapide molto efficaci, molto più di quanto si crede normalmente si possa fare con approcci legati alla razionalità e la logica.

Questo nuovo programma è stato definito come una “rivoluzione nelle scienze cognitive”,  una svolta decisiva per lo sviluppo degli studi  approccio alla razionalità umana.

Il libro recente pubblicato dal gruppo di studio da una panoramica ampia su questi studi, su come  come funziona la mente e la natura della razionalità, un semplice programma di ricerca sulle euristiche sta stimolando un ampio corpus di ricerca in vati campi, ha portato ad affascinanti applicazioni in campi diversi dal diritto alla medicina di business per lo sport, sta istigando accessi dibattiti e controversie in psicologia, filosofia, diritto ed economia. In questo unico volume,che consigli di leggere perchè scritto in un linguaggio chiaro e comprensibile anche ai neofiti dell’argomento,  sono raccolti articoli fondamentali che sono stati pubblicati in riviste di molte discipline diverse. Questa raccolta organica di  articoli su questa teoria delle euristiche riporta anche  le applicazioni del mondo reale, e un campione del gran numero degli attuali studi sperimentali che dimostrano  l’uso adattivo delle persone delle  euristiche.

La lista dei contenuti del libro di  Gigerenzer, G., Hertwig, R., & Pachur, T. (Eds.). (2011). Heuristics: The Foundations of Adaptive Behavior. New York: Oxford University Press.

Appetizer

1. Homo heuristicus: Why Biased Minds Make Better Inferences. Gerd Gigerenzer, and Henry Brighton

Part I: Theory
Opening the adaptive toolbox
2. Reasoning the Fast and Frugal Way: Models of Bounded Rationality. Gerd Gigerenzer, and Daniel G. Goldstein
3. Models of Ecological Rationality: The Recognition Heuristic. Daniel G. Goldstein and Gerd Gigerenzer
4. How Forgetting Aids Heuristic Inference. Lael J. Schooler and R. Hertwig
5. Simple Heuristics and Rules of Thumb: Where Psychologists and Behavioral Biologists Might Meet. John M.C. Hutchinson and Gerd Gigerenzer
6. Naive and Yet Enlightened: From Natural Frequencies to Fast and Frugal Decision Trees. Laura Martignon, Oliver Vitouch, Masinori Takezawa, and Malcolm R. Forster
7. The Priority Heuristic: Making Choices without Trade-Offs. Eduard Brandstätter, Gerd Gigerenzer, and Ralph Hertwig
8. One-Reason Decision making: Modeling Violations of Expected Utility Theory. Konstantinos V. Katsikopoulos and Gerd Gigerenzer
9. The Similarity Heuristic. Daniel Read and Yael Grushka-Cockayne
10. Hindsight Bias: A By-Product of Knowledge Updating? Ulrich Hoffrage, Ralph Hertwig, and Gerd Gigerenzer

How are heuristics selected?
11. SSL: A Theory of How People Learn to Select Strategies. Jörg Rieskamp and Philipp E. Otto

Part II: Tests
When do heuristics work?
12. Fast, Frugal, and Fit: Simple Heuristics for Paired Comparison. Laura Martignon and Ulrich Hoffrage
13. Heuristic and Linear Models of Judgment: Matching Rules and Environments. Robin M. Hogarth and Natalia Karelaia
14. Categorization with Limited Resources: A Family of Simple Heuristics. Laura Martignon, Konstantinos V. Katsikopoulo, and Jan K. Woike
15. A Signal Detection Analysis of the Recognition Heuristic. Timothy J. Pleskac
16. The Relative Success of Recognition-Based Iinference in Multichoice Decisions. Rachel McCloy, C. Philip Beaman, and Philip T. Smith

When do people rely on one good reason?
17. The Quest for Take-the-Best. Arndt Bröder
18. Empirical Tests of a Fast and Frugal Heuristic: Not Everyone “Takes-the-Best.” Ben R. Newell, Nicola J. Weston, and David R. Shanks
19. A Response-Time Approach to Comparing Generalized Rational and Take-the-Best Models of Decision Making. F. Bryan Bergert and Robert M. Nosofsky
20. Sequential Processing of Cues in Memory-Based Multi-Attribute Decisions. Arndt Bröder and Wolfgang Gaissmaier
21. Does Imitation Benefit Cue-OrderLlearning? Rocio Garcia-Retamero, Masanori Takezawa, and Gerd Gigerenzer
22. The Aging Decision Maker: Cognitive Aging and the Adaptive Selection of Decision Strategies. Rui Mata, Lael J. Schooler, and Jörg Rieskamp

When do people rely on name recognition?
23. On the Psychology of the Recognition Heuristic: Retrieval Primacy as a Key Determinant of its Use. Thorsten Pachur and Ralph Hertwig
24. The Recognition Heuristic in Memory-Based Inference: Is Recognition a Non-Compensatory Cue? Thorsten Pachur, Arndt Bröder, and Julian N. Marewski
25. Why You Think Milan is Larger than Modena: Neural Correlates of the Recognition Heuristic. Kirsten G. Volz, Lael J. Schooler, Ricarda I. Schubotz, Markus Raab, Gerd Gigerenzer, and D. Yves von Cramon
26. Fluency Heuristic: A Model of How the Mind Exploits a By-Product of Information Retrieval. Ralph Hertwig, Stefan M. Herzog, Lael J. Schooler, and Torsten Reimer
27. The Use of Recognition in Group Decision Making. Torsten Reimer and Konstantinos V. Katsikopoulos

Part III: Heuristics in the Wild
Crime
28. Psychological Models of Professional Decision Making. Mandeep K. Dhami
29. Geographic Profiling: The Fast, Frugal, and Accurate Way. Brent Snook, Paul J. Taylor, and Craig Bennel
30. Take-the-Best in Expert-Novice Decision Strategies for Residential Burglary. Rocio Garcia-Retamero and Mandeep K. Dhami

Sports
31. Predicting Wimbledon Tennis Results 2005 by Mere Player Name Recognition. Benjamin Scheibehenne and Arndt Bröder
32. Heuristics in Sports That Help Ws Win. W.M. Bennis and Torsten Pachur
33. How Dogs Navigate to Catch Frisbees. Dennis M. Shaffer, Scott M. Krauchunas, Marianna Eddy, and Michael K. McBeath

Investment
34. Optimal versus Naïve Diversification: How Inefficient in the 1/N Portfolio Strategy? Victor DeMiguel, Lorenzo Garlappi, and Raman Uppal
35. Parental Investment: How an Equity Motive Can Produce Inequality. Ralph Hertwig, Jennifer Nerissa Davis, and Frank J. Sulloway
36. Instant Customer Base analysis: Managerial Heuristics Often “Get It Right.” Markus Wübben and Florian v. Wangenheim

Everyday things
37. Green Defaults: Information Presentation and Pro-Environmental Behavior. Daniel Pichert and Konstantinois V. Katsikopoulos
38. “If …”: Satisficing  Algorithms for Mapping Conditional Statements onto Social Domains. Alejandro López-Rousseau and Timothy Ketelaar
39. Applying One-Reason Decision Making: The Prioritisation of Literature Searches Michael D. Lee, Natasha Loughlin, and Ingrid B. Lundberg
40. Aggregate Age-at-Marriage Patterns from Individual Mate-Search Heuristics. Peter M. Todd, Francesco C. Billari, and Jorge Simão


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