Archivio per ottobre 2012

30
Ott
12

Ambiguity Attitudes and Economic Behavior: Evidence from a U.S. Household Survey by Stephen Dimmock, Roy Kouwenberg, Olivia Mitchell, Kim Peijnenburg :: SSRN

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Abstract:
We measure the ambiguity attitudes of a representative sample of U.S. households using a custom-designed module in the American Life Panel, and we test the relation between ambiguity attitudes and economic behavior. Our results show that ambiguity attitudes vary across people: about half are ambiguity averse, around 10% are ambiguity neutral, and close to 40% are ambiguity seeking. Within-subject attitudes are sensitive to the likelihood of ambiguous events, with a tendency to overweight unlikely events and to underweight highly likely events, a pattern termed ‘ambiguity-likelihood insensitivity.’ We test whether individuals’ ambiguity attitudes can explain their decisions regarding equity market participation, asset allocation, retirement planning efforts, and insurance ownership. Results are largely consistent with theoretical predictions: higher ambiguity aversion is associated with less equity market participation, a lower fraction of financial wealth allocated to stocks, and people engage in more retirement planning. High ambiguity-likelihood insensitivity is associated with a higher probability of owning insurance.

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30
Ott
12

Irrationality and Economic Behavior

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In a perfectly rational world, Ted the taxi driver works long hours on days with many customers and goes home early on bad days to save money on driving. On the other side of the world, Mexican farming couple Carlos and Verónica send their children to the new school built in the next town, because they know that education will lead to a job that will make up for the time not spent on the farm. Ted, Carlos and Verónica demonstrate what is a central tenet of classical economic theory : the belief in homo economicus, the rational economic man—a being that makes fully calculated decisions in a rational manner to achieve the best possible outcome for himself.

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30
Ott
12

How to Inculcate Human Values

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Human values are closely integrated with human life. They are intertwined with our day to day chores. No human life is possible without values. Yes every living human being lives by certain values. It is only the proportion and combination of negative and positive values which separates a noble human being from a not so noble human being.

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29
Ott
12

I’ll Stop Procrastinating… Tomorrow

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 As part of the Predictably Irrational series, this video explores the phenomenon of procrastination.Watch how students start a semester with wide eyes and sharpened pencils, but end with…

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29
Ott
12

Social Power and Morality

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The following is taken from the graduation speech of Michael Lewis at Princeton in 2012.

In it, he discusses an experiment that explores the relationship between power and morality.“…… a pair of researchers in the Cal psychology department staged an experiment. They began by grabbing students, as lab rats. Then they broke the students into teams, segregated by sex. Three men, or three women, per team. Then they put these teams of three into a room, and arbitrarily assigned one of the three to act as leader. Then they gave them some complicated moral problem to solve: say what should be done about academic cheating, or how to regulate drinking on campus.

Exactly 30 minutes into the problem-solving the researchers interrupted each group. They entered the room bearing a plate of cookies. Four cookies. The team consisted of three people, but there were these four cookies. Every team member obviously got one cookie, but that left a fourth cookie, just sitting there. It should have been awkward. But it wasn’t. With incredible consistency the person arbitrarily appointed leader of the group grabbed the fourth cookie, and ate it. Not only ate it, but ate it with gusto: lips smacking, mouth open, drool at the corners of their mouths. In the end all that was left of the extra cookie were crumbs on the leader’s shirt.

This leader had performed no special task. He had no special virtue. He’d been chosen at random, 30 minutes earlier. His status was nothing but luck. But it still left him with the sense that the cookie should be his.”

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29
Ott
12

Women + Men + Math = ?

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In the experiments my colleagues and I have run on cheating, we’ve used a task in which pride about personal performance and ability has no part. The matrix test is merely a search task (wherein participants find the two numbers out of 12 that add up to 10) rather than a skill. It’s not something you’re going to brag to your friends about in all likelihood.

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28
Ott
12

Controvento – Neuroeconomia: mappe d’interdisciplinarità

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La neuroeconomia è un settore di ricerca spiccatamente interdisciplinare che trae ispirazione dalla psicologia, dalle neuroscienze e dalle scienze sociali; in realtà, da specifiche sottodiscipline all’interno di queste macroaree.

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27
Ott
12

I limiti della razionalità. Intuizione, logica e trance-logica

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Matematico e psicologo ungherese, docente di psicologia sperimentale all’Università di Budapest, Mérö si è occupato a lungo di intelligenza artificiale e scienze cognitive.

“…… Nella cultura occidentale, una forma puramente razionale dell’intelligenza, basata sulla logica , ha conquistato un ruolo dominante. E a ragione, dato che questo tipo di pensiero ha consentito di raggiungere traguardi scientifici inattesi, creando così le premesse per un progresso tecnico mai visto prima . Esso ha senza dubbio dimostrato la sua ragion d’essere e la sua potenza giustamente ha guadagnato ampio spazio nel campo dell’istruzione e nei dibattiti pubblici.
Probabilmente. però, questa forma d’intelligenza influenza eccessivamente l’opinione pubblica. Ho sentito dire da tante donne intelligenti frasi come: «Pensare non è il mio forte. Al massimo ho delle intuizioni». Queste donne non si reputano particolarmente intelligenti, eppure le persone del loro ambiente (colleghi , amici , parenti e conoscenti) le ritengono, senza eccezione , molto intelligenti. Le loro capacità mentali, misurate con un test Ql , risultano molto alte . Abbiamo dei buoni motivi per credere che queste donne siano davvero intelligenti, ma le deduzioni strettamente logiche effettivamente non sono il loro forte.
Nonostante siano in grado di seguire simili ragionamenti, se fatti da altri, esse non argomentano, generalmente, in questo modo. Se trovano convincenti le argomentazioni logiche di qualcun altro, spesso rielaborano queste argomentazioni in una forma tutt’altro che puramente logica anche quando il loro intento è convincere qualcun altro della stessa cosa.
Questo ti po d’intelligenza non è raro neanche negli uomini, ma costoro sono più restii ad ammetterlo; per questo capita più spesso che siano donne a pronunciare quel genere di affermazioni . D’altro canto, esistono molte donne intelligenti che non si vedono affatto così e il cui punto forte è proprio il pensiero logico. Non si tratta dunque, in prima linea (anche se fino ad un certo punto si tratta anche di questo) di una questione di genere; piuttosto, questa constatazione mostra che esistono forme d’intelligenza differenti.
Friedrich August Kekulé von Stradonitz, chimico tedesco, si era spesso chiesto come potessero essere disposti gli atomi del benzene, un importante solvente. Sapeva bene che questa mole­cola è composta da sei atomi di carbonio e sei di idrogeno, ma anche che si distingue da molte sostanze simili, con componenti analoghi, per alcune interessanti proprietà chimiche. Evidente­ mente la sua specificità non dipendeva solo dagli atomi di cui era composta la molecola, bensì anche dal tipo e dalla disposizione dei loro legami. Un certo giorno Kekulé vide in sogno sei scimmie disposte in cerchio, ognuna delle quali mordeva la coda della compagna che la precedeva, e così scoprì la struttura ad anello del benzene.
La storia della scienza conosce un ‘infinità di leggende simili, molte delle quali certamente autentiche, come è il caso di questa storia, raccontata da Kekulé stesso. Ma gli scienziati (come il ricercatore di psicologia che ha analizzato il sogno di Kekulé a distanza di quasi centocinquanta anni) hanno stabilito che ognuno di questi casi è individuale e non replicabile, e si mostrano alquanto scettici. Kekulé potrebbe essersi inventato l’aneddoto per rendere più suggestiva la sua scoperta,oppure l’aneddoto potrebbe essere vero, ma il sogno non avere alcun nesso con la scoperta: Kekulé potrebbe aver già avuto in mente, senza esserne consapevole, la struttura ad anello del benzene, e dunque i l sogno potrebbe aver coinciso solo accidentalmente con la scoperta. Si può anche immaginare che sia stata proprio la scoperta inconscia a originare il sogno. Altrimenti perché mai altri sogno di Kekulé non l’avrebbero guidato ad analoghe, significative scoperte?
Probabilmente , anche lo scienziato più scettico avverte in cuor suo che questa storia è vera e reale e che ha qualcosa a che vede re con la scoperta della struttura ad anello de] benzene.
Dato, però , che non ha alcuna possibilità di riprodurre il fenomeno -non parliamo poi di ripeterlo nell’ambito di esperimenti con validità scientifica-. è costretto a concludere che, se pure un tale fenomeno esiste, resta al di fuori del suo campo d ‘indagine, giacché i metodi a sua disposizione non ne consentono l’analisi. Ma forse sono riproducibili altri fenomeni con meccanismi simili, dai quali si potrebbero trarre conclusioni vali de anche per i meccanismi del sogno di Kekulé. Non siamo in grado di riprodurre i movimenti dei corpi celesti in un esperimento (ì nostri laboratori sono troppo piccoli per farlo), eppure alcuni scienziati, attraverso esperimenti di laboratorio ben congegnati e basandosi sul pensiero logico, hanno scoperto le leggi della meccanica celeste.”

 

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27
Ott
12

Quantum Mechanical and Human Violations of Compound Probability Principles: Toward a Generalized Heisenberg Uncertainty Principle

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Abstract

A key central tenet of decision theory is that decomposing an uncertain event into sub-events should not change the overall probability assigned to that uncertain event. As we show, both quantum physics and behavioral decision theory appear to systematically violate this principle in very similar ways. These results suggest that the structuring phase of decision analysis—which specifies how various events are decomposed—helps shape the subjective probabilities which will ultimately be assigned to those events.

Key Words:Decision analysisTheory,Philosophy of modeling probability applications

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27
Ott
12

Choice processes and their post-decisional consequences in morally conflicting decisions – Amy R. Krosch, Bernd Figner, Elke U. Weber

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Abstract

Morally challenging decisions tend to be perceived as difficult by decision makers and often lead to post-decisional worry or regret. To test potential causes of these consequences, we employed realistic, morally challenging scenarios with two conflicting choice options. In addition to respondents’ choices, we collected various ratings of choice options, decision-modes employed, as well as physiological arousal, assessed via skin conductance. Not surprisingly, option ratings predicted choice, such that the more positively rated option was chosen. However, respondents’self-reported decision modes also independently predicted choice. We further found that simultaneously engaging in decision modes

that predict opposing choices increased decision difficulty and post-decision worry. In some cases this was related to increased arousal. Results suggest that at least a portion of the negative consequences associated with morally challenging decisions can be attributed to conflict in the decision modes one engages in.

Keywords: morality, moral dilemma, decision making, decision conflict, values, decision modes, skin conductance, post-decisional consequences

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Time is real? I think not

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