03
Giu
16

Un modello narrativo della costruzione del Sé

See on Scoop.itBounded Rationality and Beyond

La nozione di “Sé” è un rompicapo sia per i filosofi che per gli psicologi. Per quanto sembri familiare, si tratta di una familiarità che svanisce quando la si esamina più da vicino. Il mio Sé include i consanguinei, la mia automobile, l’università in cui mi sono laureato? Include il mio piacere nel prendere parte al simposio della New York Academy of Sciences? Questa indefinibilità dei limiti non si fa meno problematica se si ammette che il sé sia solo un insieme idiosincratico di ciò che si è registrato in ogni persona come risultato delle sue varie esperienze, ossia una funzione delle cosiddette differenze individuali. Se fosse così, allora i differenti sé sarebbero così radicalmente diversi l’uno dall’altro che sarebbe impossibile affrontare il problema delle “altre menti”. Così anche ammettendo che i sé sono in qualche modo costruiti, come facciamo a capire che cosa rende i nostri sé sufficientemente simili per renderli comunicabili intersoggettivamente, ma anche sufficientemente unici per essere distintamente individuali? A proposito del primo di questi aspetti, la comunicazione intersoggettiva, la costruzione di sé sembra essere spesso un prodotto secondario di altre attività orientate, come trovare il proprio posto nell’ordine sociale, giustificare ad altri le nostre intenzioni, razionalizzare la nostra delusione. Dunque per sapere qualcosa sul Sé, il vostro o quello di altri, dovete conoscere molto di più che solo i vostri o altrui sentimenti interni. Il Sé, per così dire, non è solo dentro di voi, ma “nel mondo”, in una qualche specie di mondo reale e in questo senso è sia privato che pubblico. Già la sola esistenza di un concetto del sé deve sicuramente dipendere da un qualche riadattamento filogenetico che rende possibile al Sé svilupparsi nel corso dell’ontogenesi, perché gli esseri umani sembrano essere capaci in modo speciale di distinguere il “Sé” dal “mondo” in modo così esteso. Tutti gli organismi hanno un sé? L’hanno i neonati, gli autistici gravi, le persone con un grave danno cerebrale? Che cos’è che si sviluppa nel Sé?

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