…..Decisi così di costruire un acceleratore di particelle. Chiesi a mia madre il permesso di costruire in garage una macchina da 2,3 milioni di elettronvolt. All’inizio era un po’ perplessa, poi mi diede il via libera. Andai dunque alla Westinghouse e acquistai circa 180 chilogrammi di acciaio per trasformatori e 35 chilometri di filo di rame, che usai per costruire un betatrone nel garage di casa.
Prima di allora avevo costruito una camera a nebbia con un potente campo magnetico e avevo fotografato tracce di antimateria, ma non mi bastava più: il mio obiettivo era generare un fascio di antimateria. Il magnete dell’acceleratore riusciva a produrre un enorme campo magnetico da 10.000 gauss (pari a circa ventimila volte il campo magnetico terrestre, in teoria abbastanza potente da strapparti via un martello dalle mani). La macchina assorbiva 6 kilowatt di potenza, prosciugando completamente l’elettricità che l’impianto dell’abitazione poteva fornire. Quando accendevo l’apparecchio, spesso bruciavo tutti i fusibili di casa. (La mia povera mamma dev’essersi chiesta più volte perché non avesse un figlio appassionato di calcio anziché di scienza…)  …. ”  La grande onda
Questo brano è tratto dal libro di Michio Kaku “Fisica del futuro”, uno dei fisici più brillanti degli ultimi anni, è quello che ha elaborato la ormai famosa “teoria delle stringhe”. Tratta delle sua adolescenza e mi sono trovato a riflettere come, in così poche righe, ci fosse sintetizzata una quantità notevole di differenze tra l’atteggiamento dei giovani di oggi e chi si prepara ad affrontare la vita creativamente.
Oggi che si parla di innovazione, ricerca, di giovani, mi chiedo quanti giovani ci sono ancora capaci di vivere e ragionale come Michio?
L’idea di un adolescente che decide di costruire un betatrone in garage in Italia sarebbe impossibile anche nell’ipotesi che un giovane possa avere la stessa idea oggi sarebbe quasi impossibile disporre di un “garage” adeguato e libero in cui potersi dedicare ai propri hobbies. Ma dove sono quei garage in Italia dove sono nate la Apple e la Microsoft, o i betatroni di Michio?  Ve lo immaginate, come minimo verrebbe sequestrato il tutto perché è un’attività pericolosa e poi non conforme alle norme di sicurezza. Mi immagino l’arrivo della polizia dei pompieri e poi i giornalisti a dire che forse era un terrorista che stava cercando di fare un ordigno nucleare!
Pensiamo poi all’idea che uno possa riuscire a procurarsi tutto il materiale, provate magari a farvi vendere materiale professionale come privato senza partita IVA! Quasi impossibile, oppure ve lo danno a costi decuplicati. Sempre che diano retta ad un adolescente. Poi il consumo di corrente le beghe per i contratti e le bollette salate. Ai miei tempi era possibile fare delle esperienze, io stesso, da adolescente, mi cimentavo in autocostruzioni come radioamatore anche se non erano le trasmissioni che mi affascinavano ma le ricezione e analisi dei segnali nelle frequenze infralunghe. Ma già allora uno era visto come uno svitato, quando non eri visto con ostilità.  Oggi invece è quasi impossibile, un personaggio simile sarebbe quanto meno additato come strano, e magari estromesso dai rapporti con gli altri. Pensate ai fanatici di computer, chiusi in casa chini sopra la tastira a sviluppare sw sino alle ore piccole, magari con una pagella scolastica infame con l’unica sufficienza a condotta. Il tipo in genere è educato e sembra un bravo ragazzo, un po tonto e addormentato!  Anche se il nostro topo di garage riuscisse a realizzare qualcosa di commerciabile o di interessante, chi lo prenderebbe in considerazione? I baroni universitari? Farebbero di tutto per screditarlo o al limite cercherebbero di rubargli le idee per farne solo delle inutili pubblicazioni, quelle si utili alla loro carriera universitaria.
Allora il nostro eroe, ormai ridotto a fare il paria anche nei social network, si troverebbe con titoli insufficienti per accedere a posti di lavoro, assolutamente non affidabile per aver finanziamenti per un’attività e probabilmente sbarcherebbe , come molti oggi, il lunario facendo lavori saltuari mentre continua a sognare ad occhi aperti alle sue ormai pazze teorie adolescenziali.
Se molti dei giovani che hanno fatto l’economia delle maggiori società tecnologiche estere fossero nati in Italia sarebbero dei falliti impegnati in qualche lavoro sottopagato e ormai avviliti nei loro sogni .
Ma forse il brano di Michio mette in luce anche un’altra atroce verità, oggi si sfornano giovani senza sogni e idee per il futuro. Senza sogni è difficile sperare in una ricerca e in uno sviluppo tecnologico. In queste condizioni possono crescere solo dei bravi ricercatori miopi addestrati a sviluppare studi su canali ben definiti, impediti di ogni volo di fantasia, in cui si sopprime quassia ribellione alle regole predefinite. Automi specializzati o poco più.

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