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23
Ott
16

Frames, Biases, and Rational Decision-Making in the Human Brain

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Human choices are remarkably susceptible to the manner in which options are presented. This so-called “framing effect” represents a striking violation of standard economic accounts of human rationality, although its underlying neurobiology is not understood. We found that the framing effect was specifically associated with amygdala activity, suggesting a key role for an emotional system in mediating decision biases. Moreover, across individuals, orbital and medial prefrontal cortex activity predicted a reduced susceptibility to the framing effect. This finding highlights the importance of incorporating emotional processes within models of human choice and suggests how the brain may modulate the effect of these biasing influences to approximate rationality.

23
Ott
16

Decision Science News – Decision Science News is a website about Behavioral Economics, Data Science, Statistics, Marketing, Management, Psychology, Computer Science, Health, Policy, & Law

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If you read this website, you probably want to elicit probability distributions from people. A Distribution Builder (DB for short) does just that, and elicits them as cognitively-friendly frequency histograms. The Distribution Builder was created by Dan Goldstein, Bill Sharpe and Phil Blythe in the year 2000 and its first major publication was in 2008. The DB is a digital implementation of a method that was first used, as far as we can tell, by Kabus using poker chips in 1976, as cited in this paper by Goldstein and Rothschild (2014), which found that elicitation using a distribution builder beat conventional methods. Now for the news. Quentin André has built a JavaScript distribution builder that anyone can use and adapt. It creates ball-and-bucket style distribution builders, and has a nice Web site full of documentation.Decision Science News is a website about Behavioral Economics, Data Science, Statistics, Marketing, Management, Psychology, Computer Science, Health, Policy, & Law.

23
Ott
16

Attenzione Selettiva: Quanti Scimpanzé non hai visto oggi? – TSW

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L’attenzione è quel processo mentale che permette di elaborare una parte limitata d’informazioni del nostro mondo, selezionandola dall’enorme quantità di stimoli che ci circondano. Le risorse cognitive di un individuo sono limitate e riuscire ad elaborare solo le informazioni rilevanti è un meccanismo che abbiamo ereditato dai nostri antenati. Evoluzionisticamente parlando, permette di aumentare le probabilità di sopravvivenza. Nel mondo animale, identificare un predatore (o una preda) in tempi ridotti consente la messa in atto del comportamento più efficiente (attacco o fuga). Siamo sottoposti a una quantità enorme di stimoli, e il nostro cervello seleziona automaticamente le informazioni da filtrare. Scopri come. 

23
Ott
16

Il Nudge nel Processo di Decision Making – TSW

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La generazione di una qualsiasi decisione, dall’acquisto di un prodotto a scelte più complesse, attiva una complessa rete neuronale per il processamento delle informazioni in parallelo e in serie, che è influenzabile da molte variabili esterne e interne. Oggi vogliamo approfondire il Nudge nel processo di decision making. Negli articoli precedenti abbiamo visto come le decisioni degli esseri umani sono fortemente influenzate dal pensare implicito e dall’effetto framing, come le informazioni sono presentate sia a livello macro dai contesti socio-culturali di riferimento sia dalla presentazione degli stimoli, e come ­le neuroscienze ne evidenziano la complessità del substrato dei percorsi cerebrali, cognitivi ed emotivi, impliciti e razionali. La ricerca scientifica ci permette di valutare come reagisce la mente umana di fronte a determinate condizioni e identificare i processi decisionali che attivano le scelte. Conoscendo i principi del funzionamento della mente, è possibile usare delle strategie per creare un contesto che favorisca la reazione di coinvolgimento psicologico di “engagement” oppure è possibile sollecitare a compiere determinati comportamenti con dei “ suggerimenti gentili”, sia nel contesto privato sia in quello pubblico.
23
Ott
16

Bias e scorciatoie cognitive: istruzioni per l’uso

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Alessia Alò Scritto da Alessia Alò Nella vita di tutti i giorni, molto più spesso di quel che crediamo, siamo soliti utilizzare delle scorciatoie per prendere decisioni, dare giudizi, risolvere problemi e in definitiva rapportarci col mondo. Queste scorciatoie sono per la maggior parte corrette e ci consentono di interpretare la realtà in maniera rapida ed efficiente. Tuttavia, all’interno di questo processo, possiamo incappare in quelli che vengono chiamati unconscious bias e perciò giungere a delle conclusioni errate sul mondo che ci circonda. Soprattutto quando dobbiamo prendere decisioni in condizioni di incertezza è probabile che la razionalità umana venga ostacolata proprio da queste distorsioni del giudizio. Rimuovere ed evitare del tutto i nostri bias è impossibile, è molto importante invece prenderne consapevolezza al fine di ridurli e saperli gestire nel modo più adeguato. Per capire meglio di cosa si tratta e rapportare i bias alla nostra esperienza vorrei di seguito esplorarne due, molto frequenti e a volte correlati tra loro:
22
Ott
16

A Cognitive Heuristic model for Local Community Recognition

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A Cognitive Heuristic model for Local Community Recognition A. Guazzini* Department of Psychology, University of Florence *: CSDC, Centre for the study of Complex Dynamics,

20
Ott
16

» Poverty and decision-making: How behavioural science can improve opportunity in the UK | The Behavioural Insights Team

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A third of the UK population spent at least one year in relative income poverty between 2011 and 2014. Traditionally policymakers and anti-poverty organisations such as the Joseph Rowntree Foundation (JRF) have focused on boosting people’s economic capital (e.g., income) and human capital (e.g., educational attainment) to reduce poverty. While investments in these areas have led to important gains in opportunity for many Britons, emerging research from behavioural science shows that other less tangible resources, which derive from psychological, social and cultural processes, significantly influence people’s ability to overcome disadvantage. BIT was commissioned by JRF to examine the role of individual decisions in shaping people’s experiences of poverty in the UK and to identify the drivers of these decisions. This reflects JRF’s interest in looking beyond traditional, structural drivers of poverty. Our findings, based on a review of the published literature, are presented in a new report, launched today. Building on the concepts of economic and human capital, our report proposes a more expansive capital-based model of poverty and decision-making, encompassing environmental, social, character and cognitive capital (Figure 1). For example, an individual may use their social capital (e.g., trusted social connections) to identify labour market opportunities; but being low in environmental capital (e.g., overcrowded housing) may reduce opportunities for parents to talk with their child in ways that build their human capital (e.g., speech development).



Time is real? I think not

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